La grey generation guida la riscossa economica

prodotti e servizi per la protezione da covid-19

La grey generation guida la riscossa economica

31 Maggio 2020 news 0

Havas pr e SWG proseguono la collaborazione nell’ambito di Grey Scale Economy Lab, osservatorio che analizza i consumi e le abitudini degli over 65, presentando un’analisi su come questa generazione stia vivendo l’emergenza Covid-19. Partendo dai dati raccolti da SWG, grazie alle rilevazioni quotidiane del progetto Radar #covidisruption, il primo dato che emerge è che la potenza economica di questo target è sopravvissuta all’emergenza e sarà, con molta probabilità, una delle leve principali per la ripartenza economica del Paese. Per le aziende e le società che vorranno impostare la ripresa puntando a chi ha energie e risorse, questa fascia di popolazione  si presenta come “la soluzione”, grazie al fatto di aver subito un impatto economico assai più limitato rispetto ai più giovani: ripensare agli over 65, porli al centro della propria attenzione, cercare un nuovo dialogo e identificare servizi e prodotti in linea con le loro esigenze sono elementi che possono guidare il business e rispondere a una necessità reale.

I senior sono stati sicuramente i soggetti più colpiti nel fisico e nello spirito dalla pandemia, ma le rilevazioni mettono anche in luce che sono stati in grado di affrontare economicamente questi mesi di lockdown con più tranquillità rispetto alla popolazione generale e oggi sono pronti per la ripartenza.  La loro situazione evidenzia che hanno avuto meno impatti negativi a livello economico anche perché sono intervenuti riducendo le spese e mostrando la loro propensione al risparmio. Rispetto al totale del campione solo il 49% dei boomers è ricorso o pensa di ricorrere all’uso dei propri risparmi personali (il dato sul totale della popolazione è del 59%). Anche in previsione questa fascia di popolazione sembra essere più sicura dei propri risparmi e delle proprie entrate: solo il 28% pensa che non sarà in grado di provvedere alle spese fisse, come tasse, bollette e mutui. La percentuale si alza al 38% se estendiamo il dato a tutto il campione. Questa tranquillità più diffusa tra il target è dettata anche da un atteggiamento culturale scaturito da due elementi, la percezione della crisi più forte, forse proprio perché appartenenti a una categoria più a rischio e la propensione al risparmio: il 64% degli over 65 si è impegnato nella riduzione delle spese, contro il 58% del totale campione.

Ma come stanno affrontando la ripresa e qual è la ricetta per andare incontro alle esigenze di questo target? Sicuramente puntare sui bisogni del target è una strada per creare nuove opportunità e per andare incontro alle richieste di una fascia di popolazione che in termini economici rimane potenziale per la ripresa. Per l’85% degli Over 65 è forte il bisogno di ritrovare una socialità, ovvero di incontrare amici e conoscenti (70% sul totale), il bisogno di relax (65% over 65, versus 66% del totale) e stare all’aria aperta, 76% versus 87% (dato in diminuzione sui boomers nell’ultima settimana). Questa necessità si riflette nei dati sul piacere nelle relazioni sociali: il 44% del target definisce gli incontri piacevoli (il 27% nella rilevazione precedente), un 30% controllati, il 29% diversi da prima e una percentuale del 25% che li giudica freddi (il dato precedente si attestava al 16%).

A livello di acquisti sono due i principali canali che usa il target: l’on line rimane la scelta preponderante, con un 39% che continua a sceglierlo (rispetto alla settimana precedente in calo di 6 punti percentuale), segue la scelta di negozi di piccole dimensioni, segnalata dal 27%. Ultimi in classifica i negozi di grandi dimensioni, con il 25% e i centri commerciali, 24%.  La rilevazione identifica alcuni comportamenti che riflettono l’insicurezza del momento, come lo spostarsi in un comune diverso, ritenuto sicuro dal 30% dei senior contro il 60% del totale campione. Meno preoccupazione, invece, per la possibilità di frequentare realtà più famigliari, come negozi, 65%, o supermercati, 59%.

«Da sempre Italia Longeva attribuisce alla fascia di popolazione definita “senior” una forte centralità per la nostra società presente e futura, riconoscendone il potenziale sia a livello sociale, sia economico. In passato i senior sono stati considerati troppo spesso attori passivi e hanno subito scelte che pur aumentandone la longevità non hanno ridotto la loro fragilità, come ci ha dimostrato questa recente emergenza. Dobbiamo imparare dall’esperienza passata e porli al centro di corrette politiche sociosanitarie: è un fattore chiave che consentirà loro di esprimere al meglio il loro potenziale e di acquisire un ruolo trainante per la nostra economia e società», commenta Roberto Bernabei, Presidente di Italia Longeva.